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         Qualcosa di me

"La vita fugge, non cercare, dunque, più di quanto ti offre la gioia del momento e affrettati a goderla."

Volevo fare, pensavo di… volevo…pensavo...non sapevo. Poi l'illuminazione il “Ginecologo”, o forse giocare a fare il ginecologo, come Richard Gere nel film:“Il Dottor T e le donne”. Il gioco non mi abbandonò mai e penso che il trionfo della recita scolastica, fatta ad otto anni, decise il mio destino, gettando, sicuramente, le mie future pazienti nella desolazione più cupa. Detto così può sembrare facile, ma non lo fu. Non fu semplice portare avanti, contemporaneamente, diversi impegni quali: università, perché mi iscrissi anche all'università laureandomi, dottore in "Scienze Politiche"; l'importantissima preparazione professionale, presso la Bottega di Vittorio Gassman, il "Metodo Mimico" di Orazio Costa e il metodo Stanislavskij o dell'azione-psico-fisica; un'intensa vita notturna, dal cubista al lavapiatti e persino il manichino vivente ad Amsterdam (ancor prima che diventasse di moda). La Toscana ed in particolar modo Firenze, dove vissi per quasi nove anni, cominciarono a segnare il mio futuro. Così tra una scodella, una pentola, un piatto da lavare, il ballerino sul cubo, l'ideatore di serate "alternative" in discoteca, l'università e le scuole teatrali, cercavo di guadagnarmi da vivere, d'imparare il mestiere dell'attore mettendomi costantemente alla prova, senza trovare alibi. In quel periodo, l'unico cinema che potevo sognare era quello che vedevo nelle sale cinematografiche o in tv, quando ne avevo il tempo. Intanto cominciavano le prime così dette “comparsate” in film, fiction, protagonista di micro pubblicità interne alle aziende, dove tutto sommato riuscivo a guadagnare qualcosa per continuare a sopravvivere. Contemporaneamente bei ruoli in più spettacoli teatrali testando in modo critico e severo, la mia preparazione, qui però, tutto “a gratis” o quasi , "a Teatro bisogna farsi le ossa" mi dicevano. Ed io me le facevo, assieme alle ossa anche qualche altra cosa, il "cu....." essendo stato messo alla porta dai miei, per le mie scelte artistiche "vuoi fare l'attore?, non contare sul nostro sostegno" dovevo guadagnarmi la pagnotta. Ma si sà, quando si fa per passione la fatica non si avverte. Alla fine approdai alla mia prima vera esperienza di cinema, interpretando il ruolo di un fascista in un film, e che film: “Fiorile” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Le altre comparse mi dicevano: “Se hai parlato devono pagarti di più!!” Ma, per me, la cosa importante era quella di essere stato scelto per un ruolo da attore in un film. La "gavetta" sembrava portare buoni frutti, e a teatro e in piccoli ruoli al cinema o in tv, gli apprezzamenti su di me si sprecavano. Finita la mia "formazione artistica", dura, ma fondamentale, (anche se in questo mestiere, non si finisce mai di apprendere) ero pronto a mostrare al mondo le mie capacità di attore, riconosciute dagli "addetti ai lavori"; “sei bravo, ed il talento non ti manca, sicuramente andrai avanti”. La realtà con la quale mi scontrai, andava, e va, ben al di la della bravura e del talento, a volte magra consolazione. Ci vuole ben altro talento, e quello o ce l'hai o sono "caz... amari"."La legge è uguale per tutti, basta essere raccomandati" (M. Marchesi.), a me non mi ha mai raccomandato nessuno, peccato..... Furono "caz... amari". Malgrado ciò non mi diedi e non mi darò mai per vinto, “Il vento mi piega ma non mi spezza”. Nella mia storia, come in molte altre, non è mancato l'intervento del caso, ma a proposito il caso esiste?... Un giorno, pensando di fare l'ennesimo inutile provino, mi trovai di fronte a Mario Monicelli il quale cercava un attore per un ruolo da co-protagonista. Posso dire che da quel momento è davvero iniziata la mia avventura con il cinema. Sono pochissime le persone che badano a ciò che sai fare tramite un provino, ma per fortuna ci sono. Spesso i casting diventano una pro-forma è questo è trississimo per l'arte in genere. Interpretavo il ruolo di un pugile buffo e pasticcione, ma anche testardo e impulsivo. Da allora: Il pugile Taddei, il Canaro della Magliana, Penteo Re di Tebe, William Shakespeare, Oreste, Eracle, Agamennone, San Francesco da Paola, e altri personaggi ancora. Chissà... se qualcuno, vedendomi, si è rispecchiato in uno di loro, oppure è riuscito a capire qualcosa in più di se? Forse è questo il motivo che mi spinge a fare l'attore, gioco meraviglioso, interagire, tramite l'esplorazione e la personificazione di un personaggio, con il pubblico, incuriosendolo, divertendolo, turbandolo facendolo riflettere, emozionandolo..... oltre al fatto che... mi piace essere al centro dell'attenzione, con discrezione. Il mio sogno si è concretizzato rendendomi un uomo libero e di questo ne sono fiero, la fama, la notorietà....chissà, certo sarebbe bello avere una visibilità maggiore, e sentirsi dire da più "sei stato credibile, mi hai commosso, divertito, ......etc". Per gli addetti ai lavori, come si suol dire, se vi incuriosisco e se avete voglia e tempo, io sono qua. A tutti coloro che intraprendono questo meraviglioso gioco, formatevi per essere sempre pronti e sopratutto non mollate mai. In questa sorta di "limbo" nel quale mi trovo, fatto di frustrazioni ed entusiasmi, di precarietà totale, sempre in equilibrio sul filo del rasoio e mentalmente ed economicamente, ma di certo libero, credo siamo in tanti in Italia "tutti ci vogliono ma nessuno ci prende" è proprio per questo dico; non permettiamo mai al vento di spezzarci. Un abbraccio di cuore a tutti quelli che mi leggerannò e spero mi vorranno anche bene, ne abbiamo un fottuto bisogno. "Meglio esser pazzi per conto proprio, anzichè savio per volontà altrui. (F. Nietzsche)

Buon viaggio!

 
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