Biografia dell'attore e regista Giuseppe Oppedisano







                                     Qualcosa di me

Volevo fare, pensavo di. . . volevo. . . pensavo. . . non sapevo.
Poi l'illuminazione il "Ginecologo", o forse giocare a fare il ginecologo, come Richard Gere nel film: "Il Dottor T e le donne". 
Il gioco non mi abbandonò mai e penso che il trionfo della recita scolastica, fatta ad otto anni, decise il mio destino, gettando sicuramente, le mie future pazienti nella desolazione più cupa.
Sembrava un'impresa impossibile, portare avanti, contemporaneamente, diversi impegni quali: universita', perche' mi iscrissi anche all'universita' laureandomi; "dottore in Scienze Politiche"; l'importantissima preparazione professionale, presso la "Bottega" di Vittorio Gassman, il "Metodo Mimico" di Orazio Costa e il metodo "Stanislavskij o dell'azione-psico-fisica", (ovviamente non tutti e tre assieme ma nell'arco dei cinque anni di preparazione professionale); un'intensa vita notturna, dal cubista al lavapiatti e persino il manichino vivente ad Amsterdam (ancor prima che diventasse di moda)
Se sono sopravvissuto, vorra'  dire che non vi fu impresa piu' eccitante, tutto si puo' fare, basta volerlo; oggi direi "tutto può esserci possibile o altrettanto impossibile, essendo il prodotto dei nostri pensieri, quindi delle nostre azioni"
La Toscana ed in particolar modo Firenze, dove vissi per quasi nove anni, cominciarono a segnare il mio futuro. 
Così tra una scodella, una pentola, un piatto da lavare, il ballerino sul cubo, l'ideatore di serate "alternative" in discoteca, l'università e le scuole teatrali, cercavo di guadagnarmi da vivere, d'imparare il mestiere dell'attore mettendomi costantemente alla prova, senza trovare alibi. In quel periodo, l'unico cinema che potevo sognare era quello che vedevo nelle sale cinematografiche o in tv, quando ne avevo il tempo, considerando che adoro dormire fino a tardi.
Intanto cominciavano le prime così dette "comparsate" in film, fiction, protagonista di micro pubblicita' interne alle aziende, dove tutto sommato riuscivo a guadagnare qualcosa per continuare a sopravvivere.
Contemporaneamente bei ruoli in più spettacoli teatrali testando in modo critico e severo, la mia preparazione, qui però, tutto "a gratis" o quasi;"a Teatro bisogna farsi le ossa" mi dicevano. Ed io me le facevo, assieme alle ossa anche qualche altra cosa, essendo stato messo alla porta dai miei, per le mie scelte artistiche "vuoi fare l'attore? non contare sul nostro sostegno" dovevo guadagnarmi la pagnotta. Ma si sa, quando si fa per passione la fatica non si avverte. 
Alla fine approdai alla mia prima vera esperienza di cinema, interpretando il ruolo di un fascista in un film, e che film: "Fiorile" dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Le altre comparse mi dicevano: "Se hai parlato devono pagarti di piu'!!" Ma, per me, la cosa importante era quella di essere stato scelto per un ruolo da attore in un film. La"gavetta" sembrava portare buoni frutti, e a teatro e in piccoli ruoli al cinema o in tv, gli apprezzamenti su di me si sprecavano.
Finita la mia "formazione artistica", dura, ma fondamentale, (anche se in questo mestiere, non si finisce mai di apprendere) ero pronto a mostrare al mondo le mie capacita'  di attore, riconosciute dagli "addetti ai lavori"; "sei bravo, ed il talento non ti manca, sicuramente andrai avanti". La realta' con la quale mi scontrai, andava, e va, ben al di la della bravura e del talento, che sembrano essere una magra consolazione, ma credetemi non e' così, il talento e la bravura, contano molto, almeno per me. 
Ma mi dicevo "...ci vuole ben altro talento, e quello o ce l'hai o sono "caz... amari...". E visto che amo citare; "La legge e' uguale per tutti, basta essere raccomandati" (M. Marchesi.). 
A me non mi ha mai raccomandato nessuno purtroppo, a oggi, ma non dispero mai...... 
Quindi ..... Furono "caz... amari".
Malgrado cio' non mi diedi e non mi daro' mai per vinto, "Il vento mi piega ma non mi spezza".
Nella mia storia, come in molte altre, non e' mancato l'intervento del caso, ma a proposito il caso esiste?... Oggi dico di no ..... "Il caso siamo noi"
Un giorno, pensando di fare l'ennesimo inutile provino, mi trovai di fronte al grandissimo maestro Mario Monicelli il quale cercava un attore per un ruolo da co-protagonista, cosa che, naturalmente, io non sapevo.
Posso dire che da quel momento e' davvero iniziata la mia avventura con il cinema. 
Sono pochissime le persone che badano a cio' che sai fare tramite un provino, ma per fortuna ci sono. 
Spesso i casting diventano una pro-forma e questo e' trississimo per l'arte in genere. 
Interpretavo il ruolo di un pugile buffo e pasticcione, ma anche testardo e impulsivo. 
Da allora: Il pugile Taddei, il Canaro della Magliana, Penteo Re di Tebe, William Shakespeare, Oreste, Eracle, Agamennone, San Francesco da Paola, e altri personaggi ancora. Chissa'... se qualcuno, vedendomi, si e' rispecchiato in uno di loro, oppure e' riuscito a capire qualcosa in piu' di se? 
Forse e' questo il motivo che mi spinge a fare l'Attore; gioco meraviglioso, nel provare ad essere "altro da se"... essere in una continua fase di esplorazione e creativita'... imparando a conoscersi sempre piu' , oltre al fatto che... mi piace essere al centro dell'attenzione, con discrezione. 
Il mio sogno si e' concretizzato rendendomi un uomo libero e di questo ne sono fiero, la fama, la notorieta'...chissa', certo sarebbe bello avere una visibilita'  maggiore, e sentirsi dire da piu' "sei stato credibile, mi hai commosso, divertito, ...etc"
Per gli addetti ai lavori, come si suol dire, se vi incuriosisco e se avete voglia e tempo, io sono qua. 
A tutti coloro che intraprendono questo meraviglioso gioco, formatevi per essere sempre pronti e sopratutto non mollate mai.
In questa sorta di "limbo, o pre-purgatorio" nel quale mi trovo, fatto di frustrazioni ed entusiasmi, di precarieta' totale, sempre in equilibrio sul filo del rasoio e mentalmente e economicamente, ma di certo libero; credo in questa mia situazione di non essere solo; siamo in tanti in Italia"tutti quelli che ci vogliono non hanno il potere di prenderci"... certamente per alcuni di loro e' frustrante, ma se tutti guadagnassero la propria autonomia, dicendo qualche no, farebbero di certo bene al sistema. 
Proprio per questo dico; "..non permettiamo mai al vento di spezzarci.."
Un abbraccio di cuore a tutti quelli che mi leggeranno e mi suggeriranno, con la speranza che mi vogliano anche un po' bene, ..... Tutti abbiamo sempre bisogno d'Amore... 

"Meglio esser pazzi per conto proprio, anziche' savio per volonta' altrui"
(F. Nietzsche)

Buon viaggio!